I vincitori del concorso “Italia, ti voglio bene!”

maggio 29, 2010 alle 8:51 am | Pubblicato in Dal mondo, Portoghese, Scuola Edulingua, Studenti | 6 commenti

Ci sono voluti giorni e giorni per riuscire a leggerle tutte, ma ne è valsa sicuramente la pena. La nostra scuola è stata, infatti, letteralmente “inondata” da centinaia di composizioni in risposta al concorso “Italia, ti voglio bene!”, promosso in collaborazione con la popolare rivista online italo-brasiliana Oriundi, ed il successo dell’iniziativa è stato sensazionale. Il tema proposto, quello dell’amore per l’Italia, non poteva che suscitare reazioni forti, proprio per la sua intrinseca semplicità e profondità. E` stata un’opportunità preziosa per esplorare i pensieri più intimi di tante persone che, anche senza aver mai visitato il nostro paese, avvertono da sempre un senso incolmabile di appartenenza e nostalgia nei confronti della terra dei propri avi, quell’Italia lontana, protagonista di mille storie ascoltate da bambini. Leggendo le vostre composizioni siamo rimasti sorpresi, divertiti, abbiamo ascoltato tante storie bellissime e, qualche volta, ci siamo anche commossi. Un grandissimo ringraziamento da parte nostra va, dunque, a tutte le istituzioni che hanno partecipato al concorso ed ai tantissimi partecipanti. Ecco, infine, i vincitori.

Vincono una borsa di studio completa per un corso di perfezionamento, da assegnare ad un proprio insegnante, le seguenti istituzioni:

  • Centro di Cultura Italiana PR/SC – Curitiba
  • Università Federale del Ceará – Fortaleza
  • Fundação Torino – Belo Horizonte

Vincono una borsa di studio completa per una vacanza-studio di un mese presso la nostra scuola i seguenti studenti (per leggere le loro composizioni, cliccate sui rispettivi link):

Complimenti vivissimi per i vincitori, che aspettiamo presto a Castelraimondo!

In memoria di Alda Merini.

novembre 7, 2009 alle 2:34 pm | Pubblicato in Cultura, Dal mondo, Didattica, Scuola Edulingua, Studenti | Lascia un commento

Alda Merini

Pochi giorni fa all’età di 78 anni è morta nella sua città, Milano, la poetessa Alda Merini. Da ragazza non ha potuto frequentare il liceo Manzoni perché respinta in Italiano, così studierà all’Istituto professionale Laura Solera Mantegazza e, contemporaneamente, si dedicherà allo studio del pianoforte…

Alda Merini è stata  una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea. E’ impossibile riuscire a dare un ordine, catalogare il lavoro di un’artista che ha fuso vita e arte in una cosa sola. Potrei raccontarvi di più sulla storia di questa donna unica, ma intendo lasciarvi in suo ricordo questa poesia per “lasciarla in pace”…

Sogno d’amore

Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l’assoluto di un abbraccio gioioso.

Alda Merini

 

Quest’anno, data la mia passione per la poesia, ho cercato di creare delle attività che potessero aiutare gli studenti ad esprimersi attraverso un italiano lontano dai vincoli che spesso vengono proposti nei soliti manuali di grammatica. L’esperimento, a un anno di distanza, si è rivelato soddisfacente sia dal punto di vista emotivo, che da quello prettamente linguistico. Il contesto poetico, un testo base d’ispirazione e la fantasia degli studenti, possono generare testi sorprendenti anche a lvelli A1, A2 e B1. Troverete con una certa regolarità, in questo blog,  le poesie create dai ragazzi durante i corsi. La lingua, in queste attività, diventa lo strumento per esprimere pensieri e sentimenti.

Vi lascio la produzione di tre ragazzi del mese di agosto (livello B1) che saluto con un grande abbraccio.

Ogni notte ti bacerò
e tu mai lo saprai.
Quando i miei sogni voleranno da te
li cercheremo insieme e
la nostra vita diventerà realtà.
Ti porterò il mio cuore e
farò tutto perché ti innamorarai di me.
Quando ti troverò sarà l’alba
e ti sveglierai.

Aroa, Lana ed Eric.

Dentro ogni persona c’è della poesia e basta avere un po’ di pazienza per cercarla.

Daniele

Una lezione da ricordare

novembre 6, 2009 alle 11:34 am | Pubblicato in Cultura, Dal mondo, Scuola Edulingua, Studenti | 3 commenti

Lavorare in una scuola di italiano per stranieri ci consente, come è ovvio, di stare continuamente a contatto con tante persone diverse da tutto il mondo. Ognuna di loro porta con sé la propria storia, la propria cultura, un vissuto unico e irripetibile. Nella maggioranza dei casi gli studenti partecipano attivamente all’atmosfera di condivisione e scambio che si respira nella nostra scuola, attraverso testimonianze, racconti, esibizioni, gesti di ogni genere. Talvolta questi contributi sono particolarmente preziosi e toccanti, come nel caso della presentazione tenuta la scorsa settimana dal  dott. José Luiz D’Amico.

Come direttore culturale della Casa D’Italia Anita Garibaldi di Petrópolis – Stato di Rio de Janeiro – Brasile, il dott. D’Amico ha sviluppato un’importante ricerca sull’emigrazione italiana, definita come la più grande di un popolo nella storia moderna. Come egli stesso ha avuto modo di precisare, “ oltre a produrre un ulteriore contributo allo studio dell’immigrazione italiana nella formazione dell’America, la ricerca è stata fatta con lo scopo di riscattare ed incrementare la conoscenza della Storia dell’Immigrazione Italiana, soprattutto fra le nuove generazioni che, attualmente distanti dagli antenati immigrati, spesso non vengono più raggiunte dalla tradizione orale che, purtroppo, svanisce nel trascorrere degli anni e non riesce  – come si desidererebbe – a passare e preservare la totalità delle informazioni che, così, si perdono nel corso del tempo”.

In particolare questo lavoro cerca di mettere in risalto il contesto storico-sociale che ha dato vita alla prima, grande emigrazione italiana, oltre a raccogliere significative testimonianze dei primi momenti trascorsi nelle Nuove Terre, dopo le incredibili difficoltà legate alle traversate oceaniche.

Prima di essere presentata nella nostra scuola, la ricerca era stata esposta in Brasile, durante la Settimana Italiana dimail (183×183) Petrópolis, a cui hanno partecipato il Sindaco della città Paolo Mustrangi, il Presidente dell’Ufficio Comunale Bernardo Rossi, il Ministro del Lavoro Brasiliano Carlo Lupi, il Vescovo Diocesano Filippo Santoro, il Console Generale D’Italia a Rio de Janeiro Dott. Umberto Malnati e tanti altri dirigenti pubblici.

In aggiunta alla rilevanza del tema e alla grande competenza tecnica con cui il dott. D’Amico ha esposto il suo lavoro, difficilmente le nostre parole riuscirebbero a descrivere il coinvolgimento emotivo, la partecipazione e l’intensità con cui gli argomenti sono stati trattati.  Molti degli spettatori si sono commossi al ricordo dei drammatici momenti che la maggioranza dei nostri antenati hanno vissuto, in una fase recente della nostra storia troppo spesso dimenticata.

Ci sentiamo, dunque, di ringraziare di cuore il dott. D’Amico, per aver rievocato nelle nostre menti l’importanza dei sacrifici compiuti da tanti connazionali emigrati all’estero, specialmente ora che l’Italia si trova ad affrontare con difficoltà il fenomeno inverso, quello dell’immigrazione.

Un articolo degli studenti: Facebook e i social network

agosto 7, 2009 alle 5:47 am | Pubblicato in Didattica, Scuola Edulingua, Studenti | Lascia un commento

Ciao a tutti! Eccomi anch’io sul nostro Edublog. La motivazione per farlo è arrivata dai miei studenti e da una discussione interessante nata in classe. Nel mese di luglio abbiamo fatto un’attività di lettura ed analisi dei quotidiani italiani ed allo stesso tempo li abbiamo confrontati con il tipo di scrittura dei giornali on-line e dei blog. E’ stato molto interessante e da La classe di Barbaraquesta analisi è iniziata una discussione oltre che sui blog, anche su facebook; così appassionati dai vari confronti tra i diversi paesi, ognuno ha scritto un articolo su facebook e l’uso che ne fa, oltre che  su altri programmi simili. Dopo una correzione individuale, in plenum si sono confrontati scrivendo poi un unico articolo che pubblichiamo qui di seguito…… ed anche una loro foto. Grazie ragazzi ed a presto, è stato proprio un bel mese!

Barbara

Facebook, Orkut, Messenger, Odno Klasniki, Vkomtakte: accorciano le distanze?

Qual è il proprio uso di questi programmi di comunicazione? Alcuni allievi in classe pensano che questi programmi servano per accorciare le distanze tra gli amici che abitano lontano. Invece altri allievi pensano che questi programmi servano anche per quegli amici che abitano nella stessa via.  Prima di tutto vediamo come tutto è cominciato.

Uno studente ad Harvard ha creato Facebook per collegare gli studenti della sua università.  Il programma era come altri programmi simili, come Friendster, ma era un esclusiva di Harvard.  Questo prototipo di Facebook è diventato uno strumento importante nella vita sociale del campus di Harvard.  Prima di Facebook, le feste erano organizzate per email, quando una persona mandava un’email a tante altre persone.  Il problema con questo sistema, però, era che tante email venivano mandate anche ad alcuni professori che erano nelle liste ed anche la polizia facebook.gif (450×311)dell’università riceveva queste email.  A causa di questo problema, tante feste erano fermate prima dei loro inizi perché la polizia del campus sapeva della festa in anticipo. L’introduzione di Facebook ha alleviato il problema perché non c’erano più i professori o la polizia del campus su Facebook.

Dopo l’inizio dell’uso di Facebook ad Harvard, il programma è stato messo in uso da alcune altre università di “alto livello” ed era usato nello stesso modo che ad Harvard.  Lo sviluppo di Facebook ha rappresentato una grande divisione tra le classi sociali negli Stati Uniti.  La differenza tra le persone “educate” e le persone “non educate” era profonda.  Questa divisione si è mantenuta fino al momento in cui Facebook è stato aperto a tutti.  Adesso Facebook è totalmente diverso dalla versione che esisteva all’inizio.

Adesso negli Stati Uniti Facebook è usato principalmente come un modo per comunicare tra le persone che abitano vicine.  L’uso principale sarebbe quello di poter comunicare con chi è lontano. Facebook è proprio uno dei tanti mezzi di tecnologia che si usano ogni giorno negli Stati Uniti.  Nella maggioranza degli altri paesi si usa Facebook, però ci sono alcuni paesi che hanno altri programmi che sono molto simili. Per esempio, in Brasile la grande maggioranza dei giovani utilizza Orkut, mentre solo alcuni  hanno Facebook.  In Polonia, si usa un programma che assomiglia a Facebook che si chiama Grono.net perché il portale Facebook è stato appena scoperto. Solo nel 2008 hanno fatto la traduzione in polacco.  Adesso è anche molto popolare il portale Nasza Klara, dove si possono ritrovare gli amici di scuola.  In Argentina si usa sopratutto Facebook, ma alcuni usano ancora MessengerFotolog.  In Russia si usa Vkontakte.  Questo programma è simile a Facebook però piace di più ai giovani russi perché è più conosciuto.  In Ucrania, si usa anche VkontakteOdnoklasniki.  È un’ ottima maniera di comunicare con le persone che sono lontane.  Anche in Ucrania ci sono siti in cui si possono trovare dei vecchi amici.  In Costa Rica si usa spesso Hi5, però da due anni si è cominciato ad usare Facebook.

Per concludere, per quello che abbiamo capito in classe gli aspetti positivi di questi programmi di comunicazioni sono: la possibilità di comunicare con le persone che sono lontane; è un divertimento sano in contrapposizione con quelli che invece ti isolano (per esempio la TV) ; è accessibile per la maggioranza ed è un mezzo con il quale si possono conoscere meglio le persone.  Invece, gli aspetti negativi sono: la mancanza di sicurezza per i propri dati; stimola il pettegolezzo e anche l’esibizionismo; impossibilita`  degli incontri personali costruendo relazioni fredde; alcune persone rimangono ambigue perché si possono scrivere delle bugie nei profili.

Comunque, non abbiano trovato una soluzione, anche perché sono tecnologie che avanzano come avanzano le relazioni.  E voi?  Cosa ne pensate?

La classe di Barbara – luglio 2009

Sbagliando si impara!

luglio 10, 2009 alle 5:53 am | Pubblicato in Cultura, Didattica, Studenti | 2 commenti

Lunedì scorso è iniziato il corso di luglio presso la nostra scuola e le mie studentesse hanno imparato subito un proverbio italiano: “sbagliando si impara”. I proverbi sono parte integrante della cultura di un popolo, per questo non manco di insegnarne alcuni ai miei studenti. Per la prima error_generale.gif (377×290)lezione scelgo sempre “sbagliando si impara” perché è fondamentale che i miei studenti comprendano fin da subito l’importanza dell’errore nell’apprendimento di una lingua. Infatti, nel cammino dell’interlingua i vari errori sono tappe necessarie al proseguimento del percorso, proprio come gli errori che si fanno nella vita e il cui superamento determina un’evoluzione della persona. Inoltre, non dimentichiamo che in latino “errare” significava “vagare senza una meta”. Tuttavia, nell’apprendimento di una lingua straniera una meta c’è ed è la lingua stessa, ma in questo “errare tra gli errori” gli studenti non sono soli: c’è l’insegnante che li guida aiutandoli a superare l’ostacolo e a continuare il cammino nell’interlingua.

Secondo uno studio statunitense pubblicato su “Nature Neuroscience”’, l’apprendimento derivante dall’errore sarebbe dovuto a un gruppo di neuroni presenti nella corteccia cingolata anteriore il cui compito sembra essere quello di valutare le conseguenze delle nostre azioni. In questo studio, però, non ci si riferisce al campo linguistico, ma piuttosto a quello situazionale.

Per concludere questo mio primo post, dato che l’Italia è una terra di dialetti, voglio segnalare alcune varianti dialettali trovate in Rete.

In genovese: Ogni cäso in to cû se fa ûn passo avanti. [Ogni calcio nel sedere si fa un passo avanti].

In ciociaro: Zsbaglienne s’empara.

In napoletano: Dicette ‘o cafone: ‘na vota me fai fesso. [Disse il cafone: una volta mi fai fesso].

Samuele D’Amico

A Firenze: arte e tradizione sotto il sole.

giugno 15, 2009 alle 12:23 pm | Pubblicato in Cultura, Curiosità, Studenti, Viaggi ed escursioni, Video per studenti | 2 commenti

Sabato 13 giugno, insieme agli studenti di Edulingua, abbiamo raggiunto la bella Firenze in un giorno molto speciale. Piazza Santa Croce era uno stadio per un’occasione particolare: il calcio “storico” fiorentino. Qualche studente ha visto la parata e qualcuno è rimasto per vedere la partita. Uno spettacolo unico al mondo, quello di questo sport, che ha origini antichissime. Forse è meglio che io vi lasci questo video per spiegare quello che con le parole non renderebbe l’idea… Attenzione! Nel video ci sono  delle immagini violente che potrebbero turbare la visione…
Un saluto a tutti…
Daniele

Un articolo dal Brasile

maggio 22, 2009 alle 2:10 pm | Pubblicato in Dal mondo, Studenti | 1 commento

Pubblichiamo con piacere un articolo di una nostra studentessa brasiliana su una sua interessante esperienza di viaggio a Manaus, in Amazonia. Grazie, Aline, per questo contributo!

Tu sai che la parola “Manaus” significa “Madre di divinità”? Anch´io non lo sapevo però ho rischiato di conoscere l’Amazzonia senza informazioni sul luogo. E per la mancanza di conoscenza avevo paura quando il comandante della aeronave ha detto:

“- Squadra, prepararsi per l’atterraggio a Manaus.”

Stavo immaginando dove sarebbe andato ad atterrare quell’aeroplano gigante, forse nella foresta, nell’acqua o nelle strade solo di terra. Ma per la mia felicità dopo 15 minuti di volo, grazie al dio, ho avvistato una città enorme con costruzioni e la pista di atterraggio! Così come il mondo intero, anche i brasiliani pensano che Manaus (capitale dichiarata dell’Amazonia) sia un paesaggio  fatto di foresta, di indiani, di alimenti esotici e di animali selvaggi. Ma quando si arriva a Manaus posso testimoniare che si assiste all’intenso transito di oltre un milione e settecento mila abitanti mescolati con un paesaggio fantastico e circondati dal fiume nero, e non è un caso che la città sia il centro finanziario principale della regione del nord e uno dei luoghi più costosi del Brasile. Il turismo ecologico a Manaus è intenso, ma la città non vive soltanto con la foresta. Qui c’è il teatro dell’Amazzonia, ci sono le fiere nel centro della città di tutti i tipi (fiera della banana, dei pesci, di pupunha…). Il commercio è messo in movimento da milioni di turisti che arrivano nella città tutto l’anno, oltre alle crociere da tutte le parti del mondo che portano al centro della città, inoltre molti film sono registrati negli outskirts di Manaus. La città attira così tanto l’attenzione che ha usufruito anche della generosità della corona britannica: quando ero lì, il principe Charles in persona ha donato dei soldi per investire nell’agricoltura. È una regione in cui si possono incontrare le bestie selvaggie, gli indios e il traffico della città grande. Si tratta di un posto che merita l’attenzione per la ricchezza naturale e deve essere conservato dal progresso per non perdere la leggendaria bellezza della più grande foresta del mondo.

Due amiche inseparabili

aprile 24, 2009 alle 9:17 am | Pubblicato in Islandese, Portoghese, Studenti | 4 commenti

Pubblichiamo con grande piacere una preziosa testimonianza di due nostre care studentesse, Lilja e Fernanda, sulla loro bellissima amicizia e sull’esperienza nella scuola di Castelraimondo. 

 

Dopo 3 mesi insieme nella stanza 404, é arrivata la ora di separarci. Una rimane ancora qui a Castelraimondo e l’altra parte per Milano.

Durante questi 3 mesi abbiamo fatto e visto molte cose, conosciuto molti amici e sicuramente imparato l’italiano!

Con la scuola abbiamo viaggiato a Roma, Firenze, Venezia, San Marino, Siena, Assisi, Urbino, Perugia, San Gimignano, Macerata, San Severino, Loreto, Porto Recanati, Monti Sibillini e Gubbio.

barbaras-b-day-ofl-051Ogni mese avevamo cose divertenti da fare. Come la serata di musica, il pomeriggio in cucina, la cena alla Villa Casabianca, le lezioni di cultura, i film nella scuola, la serata al pub e la cena a casa degli amici.

Siamo state compagne di stanza per tutto il tempo qua, e che coppia siamo! La nostra esperienza é stata molto divertente e a volte interessante. Per esempio quando é successo il terremoto qui in Italia. Stavamo dormendo quando ci siamo svegliate di colpo. Fernanda prima ha pensato che aveva uno spirito nella stanza e allo stesso tempo Lilja ha pensato che Fernanda era sonnambula e faceva tremare il suo letto…. Quando ci siamo accorte che era un terremoto, Fernanda aveva paura perché era il suo primo terremoto. Per fortuna aveva l’islandese vicino a lei che ha dimostrato che cosa si deve fare in caso di terremoto.

Sempre prima di dormire facevamo “una piccola chiaccherata”. Dopo uno o due bicchieri di vino questa chiaccherata poteva essere lunghissima.

Qui a Castelraimondo abbiamo imparato a convivere con altre persone di diversi paesi e a fare amicizia per la vita. Per sfortuna non abbiamo imparato come dire “ciao” a queste persone e principalmente come dire “ciao” a noi stesse.

In questi 3 mesi abbiamo participato a 2 Cene finali, entrambe erano buonissime ma un po’ tristi perché abbiamo dovuto salutare i nostri amici. Adesso c’é la nostra ultima cena finale insieme e non sappiamo come comportarci.   

Ricorderemo questo periodo per quello che è stato: FANTASTICO

Vorremmo ringraziare tutto e tutti che hanno reso questa esperienza speciale per noi: tutti i nostri amici, la stanza 404, il residence Le Magnolie, Castelraimondo e finalmente le persone piú importanti: Giorgio, Rosella, Daniele, Barbara, Alessandra e Francesco.

Grazie a mille per tutto:*

Fe & Lilja “Lili”


Traduzione in islandese

Eftir 3 mánuði saman í herbergi 404, er kominn tími til að fara sína sitt hvora leið. Önnur verður áfram hér í Castelraimondo, hin er á leið til Mílanó.

Á þessum 3 mánuðum höfum við gert mikið, séð mikið, eignast fullt af nýjum vinum og auðvitað lært ítölsku!

Með skólanum höfum við ferðast til Rómar, Flórens, Feneyja, San Marinó, Siena, Assisi, Urbino, Perugia, San Gimignano, Macerata, San Severino, Loreto, Porto Recanati, Monti Sibillini og Gubbio.

Í hverjum einasta mánuði höfum við gert eitthvað skemmtilegt. Til dæmis Tónlistarkvöld, eldað saman, borðað í Villa Casa Bianca, horft á bíómyndir, farið á barinn og borðað kvöldmat með vinunum.

Við höfum verið herbergisfélagar allan tímann hérna, það hefur verið mjög skemmtilegt og á tímum mjög athyglisvert. Eins og þegar jarðskjálftarnir skullu á hérna á Ítalíu. Við vorum sofandi þegar fyrsti skjálftinn skall á og vöknuðum á augabragði. Fernanda hélt fyrst að það væri draugur í herberginu og á sama tíma hélt Lilja að Fernanda væri í að hrista rúmið hennar í svefni. Fernanda var frekar hrædd þar sem þetta var hennar fyrsti jarðskjálfti en sem betur fer hafði hún íslendinginn sér við hlið sem gat sýnt henni hvað þarf að gera þegar jarðskjálfti skellur á.

Alltaf áður en við förum að sofa spjöllum við “örlítið” saman, eftir eitt eða tvö vínglös geta þessi spjöll okkar orðið mjög löng.

Hér í Castelraimondo höfum við lært að búa með fólki frá öðrum löndum, hér hafa myndast vináttubönd sem eiga eftir að endast fyrir lífstíð. En því miður höfum við ekki lært að kveðja vini okkur, og það sem verra er, ekki lært hvernig við eigum að kveðja hvor aðra.

Á þessum 3 mánuðum hafa verið 2 lokakvöldverðir, báðir voru mjög góðir en á sama tíma örlítið sorglegir þar sem við þurftum að kveðja vini okkar. Núna er komið að síðasta lokakvöldverðinum okkar saman og við vitum ekki hvernig við eigum eftir að höndla það.

Við eigum eftir að muna eftir þessari reynslu fyrir það sem hún var; ÆÐISLEG!

Við viljum þakka öllu og öllum sem hafa gert þessa reynslu ógleymanlega fyrir okkur: öllum vinum okkar, íbúð 404, vistinni Le Magnolie, Castelraimondo og síðast en ekki síst allra mikilvægustu persónunum; Giorgio, Rosella, Daniele, Barbara, Alessandra og Francesco.

Takk æðislega fyrir allt saman:*

Fe & Lilja “Lili”

In portoghese:

Depois de tres meses juntas no apartamento 404, chegou a hora de nos separar. Uma permanece ainda em Castelraimondo e a outra parte para Milao.

Durante esses tres meses fizemos e vimos muitas coisas, conhecemos muitos amigos e, certamente, aprendemos italiano!

Com a escola viajamos a Roma, Firenze, Veneza, San Marino, Siena, Assis, Urbino, Perugia, San Gimignano, Macerata, San Severino, Loreto, Porto Recanati, Monti Sibillini e Gubio.

A cada mes fizemos coisas divertidas, como Serata de Musica Italiana, Pomeriggio in Cucina, Jantar na Vila Casa Bianca, Liçao de Cultura, filmes na escola, pub e jantar na casa dos amigos.

Dividimos o quarto durante todo o tempo, e que dupla somos! A nossa experiencia foi muito divertida e, as vezes, interessante. Por exemplo, quando ocorreu o terremoto na Italia. Estavamos dormindo quando acordamos assustadas. Fernanda primeiro pensou que tinha um espirito no quarto e, ao mesmo tempo, Lilja pensou que Fernanda estava agitando a sua cama. Quando percebemos que era um terremoto, Fernanda ficou com muito medo porque era o sua primeira vez. Por sorte, ela tinha uma islandesa por perto que demonstrou o se deve fazer em caso de terremoto.

Sempre antes de dormir fazemos uma “pequena fofocalhada” que depois de um ou dois copos de vinho podia se transformar em longuissim…

Em Castelraimondo aprendemos a conviver com pessoas de diversos paises e a fazer amizade para a vida! Por azar nao aprendemos como dizer “tchau” a essas pessoas e, principalmente, como dizer “tchau” a nos mesmas!

Neses tres meses participamos de duas “Cene Finali”, ambas estavam boas, mas um pouco triste porque tivemos que nos despedir dos nossos amigos. Agora sera o nosso ultimo Jantar Final juntas e nao sabemos como nos comportar frente a isso.

Lembraremos deste periodo como ele foi, MARAVILHOSO!

Gostariamos de agradecer a tudo e a todos que fizeram dessa experiencia especial para nos: todos os nossos amigos, apartamento 404, residencia Le Magnolie, Castelraimondo e, finalmente, as pessoas mais importantes: Giorgio, Rosella, Daniele, Barbara, Alessandra e Franceso!

Muito obrigada por tudo!

Fe & Lilja “Lili”

 


Video della scuola

aprile 8, 2009 alle 6:01 pm | Pubblicato in Scuola Edulingua, Studenti | Lascia un commento

Se vi chiedete com’e` un’esperienza di vacanza studio nella nostra scuola, questo e` piccolo esempio:

 

Naturalmente un grazie ai nostri bellissimi studenti, ed al mitico Raphael!!

Un giorno speciale a Venezia

febbraio 27, 2009 alle 7:15 am | Pubblicato in Didattica, Studenti | Lascia un commento

Qualche giorno fa abbiamo “sfidato” un nostro bravissimo studente a scrivere un resoconto del suo viaggio a Venezia, con l’obbligo di usare nel testo alcune delle espressioni idiomatiche studiate precedentemente in classe. Ecco il risultato!

 

Domenica sera, ho dovuto prendere la decisione piú difficile di quest’ anno… alzarmi alle 6 di mattina, per andare a vedere il Carnevale di Venezia, oppure restare tranquillo a letto con la botte piena e la moglie ubriaca. Tuttavia, ho scelto Venezia.

Giuro che stamattina avrei voluto avere quella sveglia volante, che abbiamo visto con Rosella quando avevamo parlato degli oggetti inutili.

Mi sono alzato trascinando il mio povero corpo stanco, sono andato in bagno, mi sono guardato allo specchio e ho capito che la mia sensazione di stanchezza, nel linguaggio del mio corpo, si era tradotta in un paio di profonde e occhiale viola sotto gli occhi. Non mi avrebbero preso neanche per recitare la parte horror di un film… insomma, non valevo proprio un’ acca…  

Foto da Wikipedia

La bellissima Venezia

Al improvviso, ho avuto la sensazione che qualcosa stesse andando storto . Infatti, ho controllato l’ ora e come al solito, avevo fatto tardi. Sono corso in stazione, quando sono arrivato, ho visto il treno per Venezia, che stava partendo ed era fino all’ orlo, strepieno di gente. Vista da fuori sembrava una massa uniforme di materia.  Allora ho dovuto prendere la seconda decisone piú difficile dell’ anno: “o bere o affogare”, in altre parole, restare a secco a casa oppure aggiungere le particole del mio corpo a quel mostro. Dopo due secondi di profonda meditazione, sono salito di corsa sul treno.  Ho fatto un bel respiro e ho sperato bene.

Sono arrivato! L’ aria fresca del mattino Veneziano mi ha svegliato. Ero felice come una pasqua a guardare il Canal Grande. La maestá della cittá, la dolcezza della sua gente, la magia del carnevale!

Le ragazze truccavano con bei disegni i bambini, la gente comune diventava speciale, il cielo era stranamente piú azzuro… tutti erano piú felici.

Camminavo per le sue strade, ricordando la storia del carnevale, quel giorno inventato per essere tutti ugual, nei quali succedeva di tutto e ancora un po’ piú…

Sono alla fine arrivato a Piazza San Marco, oltre alla folla di gente, uguale o ancora peggio a quella del treno, ho sentito qualche cosa di strano. Ho sentito dal vivo quello che avevo visto tante volte in TV, nella mia lontana Argentina. Era proprio incredibile.

Il Ponte dei Sospiri, adesso in riparazione, che col suo nome nasconde una storia un po’ piú nera di quella che propone il nome…

Tante maschere, ben predisposte ad essere fotografate,  facendo dei movimenti cosí sottili, essendo uno incapace di distinguere fra un uomo o una donna. Il teatro a cielo aperto, con le persone recitando solo per amore del teatro. Il dialetto veneziano, ormai incomprensibile. Tutto ben organizzato per far passare al turista, una giornata indimenticabile…

Sicuramente non ho sbagliato nello svegliarmi quel mattino ben presto, di sopportare il viaggio in treno pigiato come una sardina, di pagare tre euro per fare la pipí…

Il turista, che atterra per la prima volta in Italia trova un popolo di persone amabili che gesticolano, parlano al telefonino piú che chiunque al mondo, e sono insofferenti davanti a semafori, file e divieti. Ma il visitatore scopre anche tante altre cose. Dalle cittá d’ arte  alla moda, dalla cucina  ai centouno modi di ordinare il caffé. E subito… se ne innamora.

“Na mota e na busa fa’ un guaivo…”, in dialetto Veneto, “una montagna e un buco, fa una pianura…” 

Pablo L. Rubino

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